STORIA

Rosita e Mino Pecorelli – con il cuore fedeli all’Italia e alla Polonia

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1.La signora Rosita Pecorelli nel giorno del suo 92° compleanno, con il riconoscimento commemorativo conferito postumo a Carmine Pecorelli dal Comando del 2° Corpo Polacco – Comando della Componente Terrestre.
2. Carmine (Mino) Pecorelli in uniforme del 2° Corpo d’Armata Polacco.

A oltre ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, il Comando del 2° Corpo Polacco – Comando della Componente Terrestre ha reso omaggio alla memoria dei soldati italiani che combatterono nelle file del 2° Corpo Polacco del generale Władysław Anders. Tra loro c’era Carmine “Mino” Pecorelli, che nel 1944, a soli sedici anni, indossò l’uniforme polacca e partì con i suoi compagni lungo il difficile cammino di guerra da Monte Cassino fino alla costa adriatica.

L’incontro con sua sorella, Rosita Pecorelli, nel giorno del suo 92° compleanno, è stato per noi un momento di grande emozione e un particolare onore. L’occasione ha rappresentato anche una continuazione ideale della cerimonia svoltasi il 26 maggio 2026 a Venafro, durante la quale è stata inaugurata la targa commemorativa dedicata al professor Wojciech Narębski.

Proprio durante quella cerimonia, per la prima volta dalla fine della guerra, il Comando del 2° Corpo Polacco – Comando della Componente Terrestre ha voluto rendere ufficialmente omaggio alla memoria dei soldati italiani che servirono nel 2° Corpo Polacco. Sono stati ricordati Carmine Pecorelli, Michele Arcangelo De Palo, Emilio Pizzola e Giuseppe Gaetani.

Carmine Pecorelli soldato Polacco
armine (Mino) Pecorelli, il più giovane soldato della 111ª Compagnia Protezione Ponti – 2ª Compagnia «COMMANDO», in uniforme del 2° Corpo Polacco. Sull’avambraccio destro è visibile parte della scritta «POLAND». La fotografia risale alla metà del 1944 (archivio privato di Rosita Pecorelli).

«Perché sei vestito così?». Il ricordo di Rosita Pecorelli

L’incontro con Rosita Pecorelli, avvenuto il 3 ottobre, è stato particolarmente ricco di ricordi personali legati al fratello Mino.
Tra questi, uno racconta in modo straordinariamente semplice l’inizio della sua storia nell’Esercito Polacco.
Era la primavera del 1944. Mino, allora sedicenne, tornò per una breve licenza nella casa di famiglia a Sessano del Molise. Indossava un’uniforme polacca.
Rosita, più giovane di lui di sei anni, rimase sorpresa e gli chiese:
«Perché sei vestito così?».
Mino le rispose: «Mi sono arruolato nell’esercito e con loro ritroverò nostra madre».

La madre si trovava allora nella lontana Velletri, vicino a Roma. Da molti mesi era separata dai figli a causa dei combattimenti lungo la Linea Gustav e dello sbarco alleato ad Anzio e Nettuno.
Mino aveva scelto di partire.

Roma, Castel Sant’Angelo, 1945. Mino Pecorelli con la madre Silvia Maria e la sorella Rosita, in compagnia del sergente Szymański. Da sinistra: Mino Pecorelli, il sergente Szymański, Silvia Maria, Rosita Pecorelli e una persona non identificata.
La signora Rosita Pecorelli con l’ultimo numero del settimanale Osservatore Politico, donato alla famiglia Piotrowski.

Carmine Pecorelli nella 111ª Compagnia Protezione Ponti

Carmine Pecorelli entrò a far parte di una delle unità più particolari del 2° Corpo Polacco: la 111ª Compagnia Protezione Ponti, reparto polacco-italiano creato nel 1944 a Roccasicura, in Molise.
Il nome della compagnia serviva in realtà a nascondere la sua vera funzione. Si trattava di un reparto destinato anche a operazioni speciali, ricognizione e sabotaggio. I volontari italiani indossavano la stessa uniforme britannica dei soldati polacchi, con le insegne militari polacche e la scritta «POLAND». Gli ordini venivano impartiti in polacco.

Nonostante le iniziali difficoltà linguistiche, tra italiani e polacchi nacque rapidamente un forte legame di amicizia e fratellanza d’armi.

Mino percorse con i suoi compagni il cammino di guerra della 111ª Compagnia: da Monte Cassino ad Ancona, fino a Pesaro.
Aveva appena sedici anni. Nel 1944 il generale Władysław Anders gli conferì la Croce di Bronzo al Merito con Spade.
La storia della 111ª Compagnia Protezione Ponti e degli italiani che scelsero di combattere in uniforme polacca è raccontata qui: 111ª Compagnia Protezione Ponti. La vicenda degli italiani che divennero soldati polacchi

L’omaggio del 2° Corpo Polacco a Carmine Pecorelli

Nel corso dell’incontro con Rosita Pecorelli è stato consegnato il riconoscimento commemorativo conferito alla memoria di Carmine Pecorelli dal Comando del 2° Corpo Polacco – Comando della Componente Terrestre.

Un gesto dal significato particolare: oltre ottant’anni dopo quei combattimenti, una formazione dell’Esercito Polacco erede delle tradizioni del 2° Corpo ha ricordato ufficialmente un giovane italiano che aveva scelto di combattere nelle sue file.

Dopo la guerra Carmine Pecorelli si stabilì nei pressi di Roma. In seguito divenne giornalista, fondatore e direttore del settimanale Osservatore Politico, occupandosi di alcuni dei temi più delicati della vita politica italiana.

Fu assassinato a Roma il 20 marzo 1979. Le circostanze e i mandanti del suo omicidio rimangono ancora oggi uno dei grandi misteri della storia italiana del dopoguerra.

Durante l’incontro Rosita Pecorelli ha mostrato e donato alla famiglia Piotrowski anche l’ultimo numero di Osservatore Politico, conservando così un ulteriore filo che unisce la memoria familiare alla storia.

Onore alla memoria di Carmine “Mino” Pecorelli!

Il moderno 2° Corpo Polacco

Il Comando del 2° Corpo Polacco – Comando della Componente Terrestre è una formazione di recente costituzione dell’Esercito Polacco con sede a Cracovia. L’unità porta avanti le tradizioni del 2° Corpo Polacco del generale Władysław Anders e custodisce il patrimonio storico dei soldati che combatterono durante la campagna d’Italia.

Il riconoscimento tributato agli italiani della 111ª Compagnia Protezione Ponti rappresenta così non soltanto un omaggio alla loro memoria, ma anche un ponte tra i soldati di allora e quelli di oggi, tra Italia e Polonia, a più di ottant’anni dalla battaglia di Monte Cassino.

Leggi anche:
Venafro, omaggio a Wojciech Narębski nel segno della fratellanza tra Italia e Polonia
Seconda guerra mondiale: La vicenda degli italiani che divennero soldati polacchi per battersi contro i tedeschi
111ª Compagnia Protezione Ponti (parte 3) – Italiani caduti al servizio dell’Esercito Polacco

Danuta Wojtaszczyk
Nata a Gdynia nel 1977, è una giornalista polacca naturalizzata italiana, attiva da quasi 20 anni nella direzione di giornali polacchi all'estero. Attualmente è caporedattore di uno dei più grandi giornali per i polacchi all'estero, PolskiObserwator.de, pubblicato da New European Media Ltd. Esperta di SEO e marketing, ha lavorato come giornalista e caporedattore per Nasz Świat, un bisettimanale rivolto ai polacchi in Italia, edito inizialmente da Stranieri in Italia Ltd. e successivamente da MyOwnMedia Ltd dal 2006 al 2021. Impegnata dal 2001 nella promozione della cultura e storia polacca in Italia, per il suo impegno in questo ambito ha ricevuto riconoscimenti importanti: Medaglia Pro Memoria (2009), Medaglia Pro Patria (2015) e la Croce di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (2015). Proprietaria del blog PoloniainItalia (polacchiinitalia.it).

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